coltivando

Come si trasforma un’aula universitaria in una sala da pranzo!

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Il bello dei Coltivandos è che ti prendono così come sei e così come puoi … c’è sempre posto per tutti e ognuno è benvenuto.

Sono così questi Coltivandos… esseri curiosi ed accoglienti, ricchi di saperi diversi, vite diverse accomunati dalla voglia di fare insieme qualcosa di buono come l’orto, come il curare le varie colture e culture, accogliere e riconoscere le piante spontanee che scelgono di far parte anche loro del nostro orto,  rallegrarsi dell’arrivo delle coccinelle e lottare contro i bruchi mangia cavoli, andare insieme al cinema del martedì, partecipare e co-progettare i Sabato della Bovisa, farsi coinvolgere dall’entusiasmo che gli studenti di Design del Poli mettono nei propri lavori, ricevere in regalo le belle idee di chi Coltivando l’ha inserito nella propria tesi di laurea (grazie Paola!!)….  insomma….Coltivando fa crescere ed attira bella gente.

Sabato è stata una giornata molto ricca inziata al mattino con le attività del workshop, con gli studenti di Design della Comunicazione, “In queste quattro vie: trova il tuo posto”, in cui alcuni Coltivandos sono diventati scrittori di belle storie fa cui “L’orto dei miracoli”. Su Plug la social tv di Dergano/Bovisa trovate info in più.

Altri erano nel frattempo impegnati nella manutenzione dell’orto: liberare l’aiuola dei peperoncini dove sono rimasti solo steli a ricordo della vivace massa verde e rossa, pulizia dei vialetti, apertura delle serre per far entrare il sole e scaldare sedano, catalogna, insalatina, scoprire i nuovi arrivi come il broccolo romano che finalmente e cresciuto, verificare la bontà del taglio del cavolo nero che ha ributtato rigoglioso nuovi getti.. e infine, a proposito di getti, prender atto delle fragole estirpate dai gatti residenti (prima di noi) nel prato dove sorge l’orto … non concordiamo molto sulla loro tecnica agricola, ma bisogna pur convivere e a Coltivando c’è posto anche per loro.

Il crocevia della giornata è stato il pranzo: chi c’era dal mattino, chi è arrivato per il pranzo, chi ci ha raggiunto nel durante, chi è arrivato per il caffè.

I tavoli di studio dell’aula che ci ha ospitato si sono trasformati in una bella tavolata rallegrata da grandi tovaglie colorate, bicchieri e piatti di ogni foggia e colore su cui è piovuta ogni sorta di prelibatezza: formaggi, pane fatto in casa, arancini, mozzarella in carrozza, verdurine (dell’orto e non), carpaccio di sedano rapa, pomodori verdi sott’olio (fatti da Agostina con i pomodori dell’orto), la buona pasta che Marta è andata a preparare a casa per portarcela bella calda, il buon vino che non manca mai e tante altre buone cose. Ti siedi, chiacchieri con i tuoi vicini, qualcuno si alza viene a salutarti, conosci persone nuove, parli delle tue giornate o del piatto che si sta assaggiando, di cosa piantare nell’orto, ascolti i tuoi vicini, vai a trovare chi è all’estremo opposto della tavolata.

E se i piatti non bastano più, si gira un coperchio di una ciotola ed ecco un nuovo piatto, un nuovo posto a tavola pronto ad accogliere il nuovo arrivato che sta arrivando trafelato.

Dopo pranzo ognuno si occupa di qualcosa e come d’incanto la grande tavolata ritorna ad essere banchi di scuola e qualche anima buona si porta a casa i piatti da lavare!

Il pomeriggio siamo tutti a goderci il sole nell’orto ed è faticoso sottrarsi al dolce pigreggiare fra chiacchiere e silenzi.

Poi il gruppo di divide fra chi programma la rotazione delle colture nelle aiuole fra le piante che ci sono state, quelle che ci sono ancora, quelle che rimarranno e le nuove semine e chi comincia a raccogliere i frutti del nostro orto invernale e chi ricopre le serre perché le piantine non prendano freddo.

Un bellissimo tramonto fa da sfondo alla condivisione del raccolto: sedano, rosmarino, timo, foglie di broccoli, cavolo nero, cavoli rossi, cavolo bianco, insalatina mista, catalogna verde, catalogna rossa. E’ anche l’occasione di condividere nuove ricette.

Ognuno prende un po’ di quello che gli occorre, senza sprecare.. non sono divisioni tutte uguali perché abbiamo capito che ci piace così! Qualcuno prende di tutto un po’, qualcuno si concentra sull’insalata, si raccolgono i cavoli solo per chi li vuole, chi ha bisogno di un paio di foglie di sedano, chi non resiste al profumo del timo e chi, per questo giro, decide di non prendere nulla.

Per questo sabato è tutto, noi andiamo a casa ma l’orto, fiducioso e generoso, fra piante e persone…continua a crescere.

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